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STRATEGIA AZIENDALE NEL 2015: idee, concetti, riflessioni

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Tags: strategiamanagementorganizzazionemarketing
 
Le imprese si trovano a operare, oggi, in un contesto caratterizzato da profondi e rapidi cambiamenti e a dover assumere, quindi, decisioni in condizioni di incertezza, complessità e rischio. Ciò comporta la necessità di improntare una gestione strategica in grado di anticipare e/o ridurre queste condizioni trasformandole da possibili minacce in opportunità. Di qui l’importanza per i decisori, ed in particolare per il vertice aziendale, di migliorare le strategie adottate al fine di ottenere un successo duraturo, tenendo conto non solo delle minacce/opportunità derivanti dall’ambiente in cui l’impresa opera, ma anche delle risorse, materiali e soprattutto immateriali, interne, da valorizzare e sfruttare.
Ma cosa significa “gestire strategicamente” un’impresa e, soprattutto, cosa s’intende per “strategia”?
La gestione strategica si compone, essenzialmente, di attività che hanno a che vedere con la messa a punto di una lettura della situazione attuale (“dove siamo in questo momento?”), della posizione che si desidera raggiungere (“dove si vuole andare?”), delle azioni da adottare e del percorso da intraprendere per colmare il divario tra la situazione effettiva e quella voluta (“come ci si arriva?”).
La gestione strategica di un’impresa consiste, in altri termini, nell’utilizzo consapevole di processi, metodologie e strumenti che consentono di individuare i contenuti della strategia e le condizioni per la sua realizzazione e di controllarne l’implementazione al fine, eventualmente, di modificarla.  La sua analisi riguarda, dunque, due fondamentali aspetti: il contenuto, ossia le opzioni che permettono all’impresa di organizzare le sue risorse al fine di realizzare i propri obiettivi chiave; il processo, che attiene invece alle logiche che sottendono la formulazione delle strategie.
Sebbene il concetto di “decisione strategica” sia stato proposto, per la prima volta in maniera sistematica, nel 1954 da Peter Drucker nel libro Practice of Management, a tutt’oggi non esiste una concezione univoca sul significato di strategia aziendale e sul suo percorso di formazione.
I diversi approcci emersi a livello accademico, alla base delle moderne tecniche di gestione, possono tuttavia trovare una sintesi nella tassonomia proposta da Mintzberg (1987), articolata su cinque concetti (le “5 P”):
-          Plan (piano): la strategia è intesa come un sistema articolato di decisioni, come una predisposizione consapevole di attività in vista del raggiungimento di obiettivi prioritari, come un pensiero che anticipa l’azione. La strategia è tipicamente individuata in modo esplicito, mediante la messa a punto di uno o più piani strategici, di cui ne rappresenta il contenuto;
-          Pattern (modello): definire la strategia come piano non è sufficiente in quanto bisogna considerare anche l’azione che ne deriva. In questa accezione la strategia è intesa come un disegno, come un modello comportamentale, come uno schema che, di fatto, orienta le azioni. Strategia è, dunque, coerenza dei comportamenti nel tempo;
-          Position (posizione): la strategia è intesa come ricerca di un posizionamento unico e difficilmente imitabile nel mercato o in una sua nicchia o segmento; riguarda, cioè, la localizzazione di un dato prodotto in una specifica arena competitiva. In questa visione, la decisione strategica è la forza mediatrice tra l’impresa ed il suo ambiente di riferimento;
-          Perspective (prospettiva): mentre la precedente definizione riflette la collocazione dell’impresa nell’ambiente, in questo caso la strategia si colloca all’interno dell’organizzazione e, più precisamente, nella mente dell’imprenditore o dei manager. La strategia è una prospettiva, una visione di ciò che ci si immagina per il futuro, espressione della cultura aziendale, ossia di quell’insieme di idee, valori e atteggiamenti radicati nell’impresa;
-          Ploy (stratagemma): la strategia è una manovra consapevole volta ad influenzare o contrastare il comportamento dei rivali allo scopo di conquistare o mantenere quote di mercato. Si tratta di uno stratagemma che, indipendentemente dalla sua effettiva realizzazione totale o parziale, vuole scoraggiare i concorrenti reali e/o potenziali.
I diversi significati di strategia aziendale sono riconducibili ai contributi di dieci scuole americane circa il processo di formazione della strategia, raggruppabili, secondo Mintzberg, in tre classi: le scuole prescrittive, orientate a definire come le strategie dovrebbero essere formulate (mediante processi cognitivi consapevoli, formali, analitici); le scuole descrittive, che esplicitano come le strategie si sono formate (come risultato della vision dell’imprenditore, degli schemi mentali del vertice aziendale, dei giochi di potere all’interno dell’organizzazione, della cultura oppure come reazione all’ambiente); le scuole della configurazione che, in qualche misura, rappresentano una sintesi ed un superamento dei limiti delle precedenti (la strategia è un processo episodico di trasformazione che coinvolge l’intera organizzazione).
Sostanzialmente, i contributi delle diverse scuole di pensiero possono essere posti, da un punto di vista concettuale, lungo un continuum tra due estremi: l’approccio razionalistico e quello comportamentale.
Il primo, enfatizzando gli aspetti analitici e progettuali dell’azione organizzativa, rappresenta una concezione meccanica, ingegneristica della strategia: questa è un set  di analisi, obiettivi, decisioni, politiche, programmi e strumenti di controllo che guidano ed orientano l’azione.
L’approccio comportamentale intende la strategia come una guida di fondo delle decisioni aziendali che evolve attraverso meccanismi di apprendimento. La strategia non è una sequenza pensiero-azione, ma piuttosto il risultato di processi di apprendimento, di scoperta, di improvvisazione, di intuizione di nuove iniziative.
In definitiva, si può concludere che la strategia è “quel sistema di scelte e di azioni che determina dinamicamente il posizionamento di equilibrio strutturale e simultaneo dell’azienda a fronte dei suoi diversi interlocutori e mercati” (Invernizzi, 2004).
È un sistema di scelte e di azioni, espressione della formula imprenditoriale (competitiva e sociale) sviluppata intorno ad un’intuizione imprenditoriale, un’idea centrale circa il modo di essere dell’impresa.
Essa rappresenta una sintesi del rapporto tra l’impresa e l’ambiente, ove entrambi i termini della relazione si influenzano reciprocamente. Superando la visione tradizionale che vedeva la strategia orientata ad adattarsi al contesto, si può giungere allora ad una visione che intende la strategia quale modalità di interazione dinamica dell’impresa con il suo ambiente, tenendo conto delle sue risorse e competenze.
Si tratta di un’interazione mutevole nel tempo, caratterizzata dalla ricerca continua di nuovi equilibri che le assicurino la sopravvivenza e lo sviluppo.



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