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controllo validità del green pass

NUOVE MODALITA' PER IL CONTROLLO DEL GREEN PASS

È stata pubblicata sulla G.U. n. 277 del 20 novembre 2021 la conversione in L. 165 del 19 novembre 2021, con modificazioni, del D.L. 127/2021, recante «Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l'estensione dell'ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening».

L’introduzione dei nuovi obblighi riguarda tutti i luoghi di lavoro e il personale che vi accede, a prescindere dalla tipologia del rapporto di lavoro svolto.

Le integrazioni normative vanno a modificare e/o integrare le precedenti modalità di controllo della validità del certificato verde Covid-19 sia da parte dei lavoratori che da quella dei datori di lavoro.

LE NOVITA'

Tra le novità introdotte dalla conversione in legge, in vigore dal 20 novembre 2021, si segnala:
  • i lavoratori possono richiedere di consegnare al proprio datore di lavoro copia della propria certificazione verde COVID-19, in modo da essere esonerati dai controlli da parte dei rispettivi datori di lavoro per tutta la durata della relativa validità. La consegna della certificazione verde COVID-19 al datore di lavoro, è un atto volontario del lavoratore e il datore di lavoro deve documentare, ai sensi dell'attuale normativa privacy, questo nuovo trattamento di dati che rientra nelle prescrizioni dell'art. 9 del Regolamento UE 679/2016 (trattamento di categorie particolari di dati personali);
  • la scadenza della validità della certificazione verde COVID-19 in corso di prestazione lavorativa non dà luogo a sanzioni: in tali casi, però, la permanenza del lavoratore sul luogo di lavoro è consentita esclusivamente per il tempo necessario a portare a termine il turno di lavoro;
  • i lavoratori in somministrazione devono essere controllati solo dall’azienda utilizzatrice: compete all’agenzia di somministrazione esclusivamente informare i lavoratori sulle disposizioni vigenti in materia di Green Pass;
  • i datori di lavoro sono tenuti a fornire idonea informativa ai lavoratori e alle rispettive rappresentanze circa la predisposizione delle nuove modalità organizzative adottate per le verifiche, aggiornando il protocollo operativo redatto prima del 15 ottobre;
  • i datori di lavoro sono caldamente invitati tutti i datori di lavoro (sia pubblici che privati) a promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione sulla necessità nonché importanza della vaccinazione, con la collaborazione del Medico Competente;
  • la verifica del Green Pass si estende anche a chi partecipa a corsi di formazione e non solo ai docenti;
  • nelle aziende con meno di 15 lavoratori, viene modificata la possibilità di sospensione dal lavoro (prevista dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata per mancato possesso ed esibizione del green pass) per una durata corrispondente a quella del contratto di sostituzione: i dieci giorni sono ora da considerare “lavorativi” e il contratto di sostituzione non è più rinnovabile soltanto una volta, bensì senza limiti fino al termine del 31 dicembre prossimo, “senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del posto di lavoro per il lavoratore sospeso”.

COSA NON CAMBIA

Rimangono inalterate alcune precedenti disposizioni:
  • le modalità di gestione delle “assenze ingiustificate” da parte dei lavoratori privi di Green Pass;
  • le modalità di sostituzione dei lavoratori privi di Green Pass nelle aziende con meno di 15 dipendenti;
  • multe e sanzioni, stessi importi
  • chi non è soggetto a Green pass, esenzione dai controlli
  • tamponi, dai prezzi calmierati

PERPLESSITA' DEL GARANTE PRIVACY

L'autorità Garante ha già espresso le proprie perplessità sulla facoltà, da parte del lavoratore, di consegnare copia del proprio Green Pass attraverso una segnalazione inviata al Parlamento e al Governo.
L’autorità Garante precisa che se da un lato la raccolta e conservazione di Green Pass potrebbe semplificare il controllo del Green Pass, soprattutto nelle piccole aziende, dall’altro potrebbe creare, in particolare nei grandi contesti aziendali, discriminazioni tra lavoratori, cioè tra chi ha consegnato copia del certificato verde e chi no.

Le osservazioni dell’autorità garante si possono così sintetizzare:
  • la prevista esenzione dai controlli a seguito della consegna del green Pass al datore di lavoro rischia di non poter rilevare modifiche dello stato di salute del lavoratore (eventuale condizione di positività sopravvenuta) causate da eventuali contagi in contrasto, peraltro, con il principio di esattezza cui deve informarsi il trattamento dei dati personali (art. 5, par.1, lett. d) Reg. Ue 2016/679);
  • la conservazione del dato (copia del Green Pass) contrasta con il Considerando 48 del Regolamento UE 953/2021 che vieta espressamente la conservazione del dato stesso disponendo che “Laddove il certificato venga utilizzato per scopi non medici, i dati personali ai quali viene effettuato l'accesso durante il processo di verifica non devono essere conservati, secondo le disposizioni del presente regolamento”;
  • il divieto di conservazione del green Pass contenuto nel citato considerando è funzionale, essenzialmente, a garantire la riservatezza non solo dei dati sulla condizione clinica del soggetto (in relazione alle certificazioni da avvenuta guarigione), ma anche delle scelte da ciascuno compiute in ordine alla profilassi vaccinale. Dal dato relativo alla scadenza della certificazione può, infatti, agevolmente evincersi anche il presupposto di rilascio della stessa, ciascuno dei quali (tampone, guarigione, vaccinazione) determina un diverso periodo di validità del green pass;
  • la conservazione dei Green Pass impone l’adozione, da parte del datore di lavoro, di misure tecniche e organizzative adeguate al grado di rischio connesso al trattamento attuato con la raccolta e conservazione del Green Pass dei lavoratori;
  • la conoscenza dei dati esposti nel green Pass e il loro trattamento e conservazione, permette al Datore di lavoro di venire a conoscenza di particolari dati dei lavoratori in pieno contrasto con l’articolata materia giuslavoristica e di tutela dei dati personali (ad esempio, l’art. 88 del Regolamento UE 679/2016; l’art. 113 del d.lgs. 196/2003 modificato dal d.lgs. 101/2018; gli artt.5 e 8 della l. 300/1970; l’art. 10 del d.lgs. n. 276 del 2003);
  • l’art. 13, c.5, d.P.C.M. 17 giugno 2021 e s.m.i., prevede espressamente che “l'attività di verifica delle certificazioni non comporta, in alcun caso, la raccolta dei dati dell'intestatario in qualunque forma”, facendo salvi, con esclusivo riferimento all’ambito lavorativo, i trattamenti “strettamente necessari all'applicazione delle misure previste dagli articoli 9-ter ai commi 2 e 5, 9-quinquies, commi 6 e ss., e 9-septies, commi 6 e ss.”.

ADEGUAMENTO NORMATIVO PRIVACY

In ogni caso i datori di lavoro che si trovano, di fatto, “costretti” ad accettare e conservare copia dei Green pass devono adeguare il proprio Modello Operativo Privacy con adeguati adempimenti nel rispetto delle prescrizioni di cui al comma 1 dell’art. 32 del Regolamento UE 679/2016 quali a titolo esemplificativo e non esaustivo:
  • redazione di nuova e adeguata informativa sul trattamento attivato;
  • predisposizione di una specifica valutazione dei rischi connessi al nuovo e particolare trattamento, valutando l’opportunità di effettuare una valutazione d’impatto ai sensi ex art. 35 GDPR;
  • predisporre una adeguata procedura operativa per il nuovo trattamento (raccolta, gestione, conservazione delle copie dei green Pass consegnati dai lavoratori);
  • predisposizione di un registro dedicato a tale trattamento (gestione delle informazioni dei Green Pass consegnati e della loro gestione);
  • aggiornamento dei registri delle attività di trattamento e dei documenti pertinenti del Modello Operativo Privacy aziendale.
METTITI SUBITO IN REGOLA CON GLI OBBLIGHI NORMATIVI PER IL CONTROLLO DEL GREEN PASS

documenti e procedure verifica validità Green Pass

Il KIT GREEN PASS è composto da:
  1. modello personalizzabile dell'incarico di autorizzazione al trattamento dei dati per i soggetti incaricati dal datore di lavoro alla verifica del green pass attraverso l'app. VERIFICA C-19 ex art. 29 del GDPR;
  2. modello personalizzabile dell'informativa sul nuovo trattamento dati, conforme alle prescrizioni di cui agli artt. 13 e 14 GDPR con gli adeguanti riferimenti normativi e le corrette basi giuridiche del trattamento, da apporre nelle vicinanza del luogo ove viene effettuata la verifica del green pass;
  3. istruzioni per l'aggiornamento del registro dei trattamenti, secondo le prescrizioni dell'art. 30 GDPR;
  4. modello personalizzabile della procedura per la gestione operativa delle verifiche dei green pass dei propri lavoratori e dei terzi che accedono in azienda che stabilisca le modalità sul controllo massivo o a campione del green pass, luogo e modalità della verifica, istruzioni in caso di riscontro di un green pass non valido oppure in caso di rifiuto all'esibizione;
  5. manuale d'uso APP VERIFICA C-19;
  6. corso di formazione (1 ora online), per la personalizzazione e l'uso dei documenti e delle procedure obbligatori e la formazione dei soggetti incaricati alla verifica;
  7. Personalizzazione del cartello da apporre nelle vicinanze dell’area di verifica dei Green Pass, con logo e descrizioni esclusive;
  8. modello di verbalizzazione del mancato possesso del green pass PRIMA dell'ingresso in azienda;
  9. modello di verbalizzazione del mancato possesso del green pass DOPO l'ingresso in azienda.

KIT GREEN PASS

documenti e procedure consegna Green Pass

KIT GREEN PASS - AGGIORNAMENTO 23/11/2021

Il KIT ADEMPIMENTI - GREEN PASS AGGIORNAMENTO 23/11/2021  è composto da:
  1. modello personalizzabile del verbale di aquisizione del certificato verde che il datore di lavoro consegna al lavoratore;
  2. modello personalizzabile dell'incarico di autorizzazione al trattamento dei dati per i soggetti incaricati dal datore di lavoro alla gestione delle copie del certificato verde e dell'apposito registro;
  3. modello personalizzabile dell'informativa sul nuovo trattamento dati, conforme alle prescrizioni di cui all'art. 13 GDPR con gli adeguati riferimenti normativi e le corrette basi giuridiche del trattamento, da esibire al lavoratore;
  4. istruzioni per l'aggiornamento del registro dei trattamenti, secondo le prescrizioni dell'art. 30 GDPR;
  5. aggiornamento della procedura per la gestione delle verifiche dei green pass con le nuove prescrizioni normative;
  6. modello del registro dei green pass, per attestare la consegna del green pass da parte dei lavoratori.
Scarica gratuitamente e senza alcuna formalità il cartello informativo "AREA VERIFICA GREEN PASS".
Per scaricare gratuitamente il documento in PDF, clicca qui.

MAGGIORI INFORMAZIONI

Per ottenere maggiori informazioni su come mettersi concretamente in regola con le complesse normative COVID  e GREEN PASS NEL SETTORE PRIVATO ed evitare le pesanti sanzioni previste in caso di inadempienza, compilate il form che trovate in fondo alla pagina, indicando la tipologia del business aziendale, ed il numero dei dipendenti da autorizzare.
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